13. Capitolo Tredici #2

?Non avevi obiezioni l'anno scorso. Mi chiedo cosa sia cambiato.

Mmm.? Kit si picchietta il mento con l'indice come se stesse ponderando una grande questione filosofica.

?Oh, aspetta,? dice, schioccando le dita come se avesse avuto una grande illuminazione.

?Quest'anno c'è di mezzo Nicco. Qualche altra donna vedrà il valore in un uomo buono e perbene con un culo da favola, e spenderà i suoi sudati risparmi solo per avere un appuntamento con lui.

Se stai cercando di risparmiare, potresti approfittare di ciò che puoi avere gratis.

A differenza di ogni altra donna in città. ?

?Te l'ho detto. Tra me e Nicco è finita.

Non che ci sia mai stato qualcosa. Era solo per divertimento e se vuole vendersi a un'asta di scapoli, è una sua scelta e se vuole vendere la sua baita e lasciare la città, beh, è quello che ho sempre pensato che avrebbe fatto.

Non è affidabile, proprio come ogni altro uomo che ho incontrato. ?

Kit mi si avvicina con cautela e mi prende la mano, tenendola sopra il cestino.

Mi apre le dita e spazzola via i resti del muffin alla carota dal mio palmo.

Non mi ero nemmeno resa conto di quello che stavo facendo.

?Non diciamo a Midge cosa hai fatto ai suoi dolci,? dice dolcemente, prendendo la mia mano pulita dalle briciole.

Vorrei strapparla via. Non ho bisogno che mi tocchi. O che mi guardi con pietà.

Odio la pietà.

?Okay, scusa se ti ho presa in giro. Pensi davvero che Nicco stia vendendo la sua baita??

?Di solito è quello che significa un cartello "Vendesi", no?? A malapena riesco a pronunciare le parole. Il cartello nel suo cortile mi balena nella mente ed è come se avesse dei razzi e delle luci rosse lampeggianti tutt'intorno.

Kit emette un sospiro. ?Va bene. Quindi, per sapere che c'è un cartello nel suo cortile, significa che sei andata alla sua baita.?

Annuisco. ?Sì. Sono andata al The Honey Badger ieri sera e poi ho perso la testa e sono andata alla sua baita. Mi sentivo sola, credo. Disperata, in realtà. Stupida, a dire il vero.?

?Cosa avevi intenzione di fare una volta arrivata lì?? chiede Kit.

La guardo a bocca aperta. ?Non ti è ovvio??

?Certo. Lo capisco.? Appoggia la mia mano sulla scrivania. ?Allora, cosa ti ha fermata??

?Il cartello!? Oh Dio. Sto strillando come un'aquila.

Kit annuisce come una detective della TV sul punto di risolvere un caso.

?Quindi quello che stai dicendo è che non vuoi un impegno da Nicco.

Per te non significa niente di più di una scopata veloce quando ne senti il bisogno.

Sei andata a casa sua proprio per questo, ma quando hai visto un cartello "Vendesi", ti sei arrabbiata e sei scappata via. ?

?Sì, più o meno è così.?

?Ma? dice, ?se non vuoi nessun impegno serio, sembra che un cartello "In vendita" avrebbe dovuto farti felice. Avresti potuto avere esattamente quello che volevi, una notte di fuoco tra le lenzuola e il tipo se ne andrà dalla città da un giorno all'altro.?

Maledizione. Odio quando ha ragione. E io torto.

?Oh, Kit? dico, posando la testa sulla scrivania, ?sono così confusa.?

Mi afferra per le spalle e mi costringe a guardarla. ?Ho una notizia per te, Boone. Sei innamorata. Di Nicco. Lo sanno tutti in città, ma tu sei l'ultima a vederlo. O forse l'hai visto molto tempo fa, ma non sopportavi di guardare la cosa in faccia. Di ammetterla.?

?No? dico, scuotendo la testa da una parte all'altra. ?E poi? aggiungo, ?lui non mi ama.?

La mia mente ripercorre fulminea la scena nel fienile dove lui, in effetti, aveva ammesso di amarmi. Ma quello non conta. Voleva solo portarmi a letto. Giusto?

Voglio dire... come potrebbe uno come lui amarmi davvero?

Kit emette un respiro che sa di caffè. ?Ma stai scherzando? Boone Starr, ti vanti di essere così intelligente e brillante, ma non riesci nemmeno a vedere un uomo perso d'amore quando ce l'hai proprio davanti ed è grande come un dannato cartellone pubblicitario.?

?E allora perché se ne va?? Oh, Signore, è la mia voce quella che si è incrinata?

?Oh, disturbo?? Suzanne della biblioteca bussa allo stipite della porta aperta e fa capolino con la testa.

Mi osserva bene e fa un passo indietro. ?Oh, cielo.

Mi dispiace tanto. Avrei dovuto chiamare prima.

Volevo solo lasciare queste cose mentre andavo al lavoro.

? Posò una grossa scatola su un tavolo. ?è per l'asta, ma non c'è niente di cui tu debba preoccuparti adesso.

? Esce-indietreggiando dalla porta, guardandomi come se potessi saltarle addosso.

Kit le va dietro e la fa tornare dentro. ?Non c'è bisogno di scappare? le dice. ?Stavamo giusto parlando dell'asta degli scapoli. Mancano solo pochi giorni.?

Suzanne mi guarda ancora con diffidenza, ma è anche entusiasta del contenuto della scatola, così apre il lembo superiore e tira fuori un grosso oggetto che sembra un abbassalingua gigante con attaccato un piatto di carta, se non che i piatti di carta sono in realtà foto di tutti gli uomini dell'asta degli scapoli.

Ovviamente quello che tira fuori per sventolare nella mia direzione è una foto sexy da morire di Nicco.

?Non sono fantastici?? chiede, non più diffidente ma piena di entusiasmo. ?Li abbiamo per tutti gli uomini che verranno messi all'asta. Sarà un modo divertente per misurare l'entusiasmo per ogni uomo.?

?Che idea fantastica? dice Kit, lanciandomi un'occhiata eloquente, così mi alzo dalla sedia e mi metto accanto a loro a guardare nella scatola.

?Sì, un'idea molto ingegnosa, Suzanne? dico, cercando di non badare al modo in cui il cuore mi si stringe nel petto quando vedo una dozzina di Nicco che mi sorridono.

?Grazie. Devo andare al lavoro. Volevo solo fare un salto a lasciarvi queste cose. Chiamerò per fissare un appuntamento per parlare dei preparativi finali.? Si volta per andarsene e poi prende dalla scatola un Nicco-su-stecco e dice: ?Penso che questo lo porterò con me.?

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