14. Capitolo Quattordici

Capitolo Quattordici

Il giorno prima dell’asta

Entro al Love Knot e, sebbene non senta molto amore nell'aria, ho decisamente un nodo allo stomaco. Il locale brulica di gente, quasi tutte donne, quasi tutte vestite e truccate in modo fin troppo stravagante per il compito di sistemare tavoli e sedie per un evento di beneficenza.

Certo, questo non è un evento di beneficenza qualunque.

è l'asta degli scapoli e non una qualunque, a quanto pare, perché l'arrivo di un uomo nuovo in città, nella persona di Nicco, ha scatenato la follia generale.

Forse c'è la luna piena o sta succedendo qualcosa del genere, anche se va avanti da settimane, quindi dev'essere più di una semplice luna piena. Più un Full Monty.

Oh, Dio. Che mi prende? Ora non riesco a pensare ad altro che a Nicco che balla sul palco, si strappa i vestiti di dosso e le donne tra il pubblico che urlano e si protendono verso di lui.

E se lui ricambiasse?

Lancio un'occhiataccia alle donne che lavorano nella sala principale del Love Knot, con i loro jeans attillati e i capelli perfetti; diverse di loro mi guardano quando attraverso la porta.

Distolgono lo sguardo, deluse, quando si rendono conto che sono io.

Fantastico. Come se non fosse mai successo prima.

Mi ricompongo e mi dirigo verso l'angolo caffè allestito per i volontari.

Ho già bevuto un paio di tazze a casa, ma ho bisogno di qualcosa da fare, perché di certo non ho la minima intenzione di unirmi a loro.

Anche solo passandoci accanto, sento il loro chiacchiericcio eccitato.

?Credete che oggi passerà qualcuno degli scapoli? ? chiede una.

?Ci sono alcuni dei braccianti qui al North Starr Ranch che partecipano all'asta. Forse potremmo fare un giro a cercarli.?

?A me interessa solo Nicco. Credo che dovrò fare qualcosa di illegale per attirare la sua attenzione.?

?Beh, lui le manette se le porta dietro!?

Le risatine echeggiano e mi fanno martellare la testa.

?Forse dovresti bere un po' di quest'acqua ai sali minerali? mi dice Kit quando allungo la mano verso una tazza.

?Perché?? chiedo, lanciandole un'occhiata sospettosa.

?Beh, so che stamattina hai preso il caffè a casa e...? Si guarda intorno e si morde il labbro come se avesse un po' paura di continuare. ?Puoi diventare piuttosto scorbutica quando bevi troppa caffeina, e so che sei tesa per quest'asta, per Nicco e tutto il resto e...?

?Pensi che non regga il caffè??

?Penso che tu non riesca a tenere a freno la lingua.

? Mi prende da parte in modo che nessuno possa sentire la nostra conversazione.

Sorride mentre parla, così chiunque ci guardi penserebbe che stiamo facendo la più dolce delle chiacchierate su unicorni e zuccherini colorati.

?Lascia che ti ricordi che siamo in affari insieme? dice.

?Siamo socie. E quest'asta, anche se è un evento di beneficenza e stiamo donando l'uso del nostro spazio, è importante per la nostra attività.

Vogliamo espanderci oltre i matrimoni, e mostrare ciò che abbiamo da offrire per altri eventi contribuirà non poco ad accrescere la nostra reputazione non solo come miglior location per matrimoni, ma come miglior location punto e basta.

Quindi, che tu parta con una delle tue sfuriate alla Boone non è d'aiuto. ?

?Sfuriate alla Boone?? sibilo. ?Cosa stai cercando di dire??

?Quello che sto dicendo? risponde lei a denti stretti ma continuando a sorridere, ?è che puoi essere piuttosto velenosa.

è una delle tue qualità migliori e più accattivanti, ma ultimamente sei stata molto stressata, e sembra che tu possa esplodere da un momento all'altro.

? Fa un passo indietro dopo averlo detto, come se pensasse che potrei tirarle un pugno.

I suoi occhi si posano sulle mie mani, che con mia sorpresa mi accorgo di aver stretto a pugno lungo i fianchi.

Le scuoto per scioglierle, ma è troppo tardi e mi lancia un'occhiata da ‘te l'avevo detto’.

?Forse? dico, provando anche io a sorridere a denti stretti ma probabilmente assomigliando più a una marionetta grottesca, ?sono stressata perché tutti gli altri sul pianeta sembrano essere impazziti per quest'asta degli scapoli. Onestamente, non posso credere che tu abbia accettato di farlo…?

?Noi abbiamo accettato? mi interrompe, e per un pelo non mi punta un dito indice contro il petto.

?Beh, è stato un errore. Questo genere di cose è sessista, ed è un pessimo esempio per Willow e James e tutti i ragazzi di Hope House e, beh, per tutti in città.

La famiglia Starr ha sempre stabilito uno standard di servizio alla comunità e di alta moralità, e ora stiamo facendo questo.

? Faccio un gesto verso la stanza, che è addobbata con striscioni che portano le immagini dei diversi scapoli con scritte come Mi piacciono le grosse offerte e non posso mentire sotto la foto di uno dei braccianti del ranch e uno dei pompieri ha Voglio mostrarti la mia manichetta.

Naturalmente, i miei occhi sono attratti da una foto di Nicco in piedi accanto a un'auto dello sceriffo con sotto scritto Lascia che ti perquisisca.

?Dovremmo semplicemente annullare tutto. Mantenere un certo decoro.?

Kit mi studia per un momento, si lecca le labbra e poi dice: ?La biblioteca conta sui soldi di questo evento per il suo programma prescolare. Vorresti privarli di questo??

?Beh, no? dico. ?La famiglia Starr non può semplicemente fare una donazione e chiudere la questione??

Kit mi lancia un'occhiata che dice che sono un'idiota. Nel corso degli anni, l'ha perfezionata ed è una delle poche persone che può farlo senza essere colpita alla gola.

?La gente, anche gli enti di beneficenza, non vuole l'elemosina.

Vogliono sentire di star facendo qualcosa per raccogliere i fondi di cui hanno bisogno.

Inoltre, è un bene per la gente della città poter contribuire, che si tratti del cibo che Julie della tavola calda sta mandando, o degli scapoli che si offrono volontari.

Questo è un evento della comunità e la comunità, tutti tranne te, a quanto pare, ne è entusiasta.

Quindi comportati bene o vai a casa, ma non rovinare tutto. ?

Si allontana e sono tentata di lanciarle una bottiglia di acqua ai sali minerali in testa, ma mi fermo quando mi rendo conto che è proprio il genere di cose di cui parlava lei.

Esco dalla porta e vado dritta alla stalla.

Quindici minuti dopo, Sugar e io siamo fuori a cavallo e sento che finalmente posso respirare.

Nicco

Sono in piedi davanti allo specchio del mio bagno e non so se ridere o fare le valigie e andarmene dalla città il prima possibile.

Quando questo pomeriggio dopo il mio turno sono andato al mio armadietto, ci ho trovato dentro due porta abiti.

Mentre li stavo tirando fuori, partendo dal ragionevole presupposto che fossero stati messi lì per errore, è entrato lo sceriffo Boyd e ha detto: ?Volevo assicurarmi che avessi i vestiti migliori per raccogliere più soldi domani sera. ?

Un senso di terrore mi ha pervaso mentre abbassavo la cerniera di una delle sacche. ?Sono gambali da cowboy senza sedere?? La mia voce stride e gli ficco in mano l'intera collezione.

?Beh, dovresti indossarli sopra un paio di jeans, ma se vuoi metterli a pelle nuda, sono sicuro che sarebbe ancora meglio.?

Fisso i gambali, poi lo sceriffo e di nuovo i gambali. Ho paura anche solo a pensare a cos'altro c'è nei porta abiti.

?Cosa c'è che non va nei miei soliti vestiti?? chiedo, sentendomi come un patetico tredicenne che si prepara per il suo primo, imbarazzante ballo scolastico.

?Non dico che ci sia qualcosa che non va, di per sé? dice lo sceriffo Boyd con la sua parlata strascicata. ?Solo che vogliamo fare la nostra più, ehm, bella figura all'asta.?

Sono abbastanza sicuro che non siano i miei piedi a preoccupare qualcuno.

Come diavolo sono finito in questa discussione?

Sapevo che avrei dovuto dire di no settimane fa, quando Boyd mi aveva chiesto di sostituire Josh come vice.

Ma pensavo fosse un segno che dovevo restare e che le cose tra me e Boone si sarebbero sistemate.

Wow. Ho proprio sbagliato i calcoli, non è vero?

?Porta la roba a casa e vedi se ti piace qualcosa? dice, cercando di placarmi. Credo che quel seminario sulla negoziazione con gli ostaggi gli abbia dato qualche dritta.

Dopo essere tornato a casa e aver bevuto un paio di birre, ho deciso di guardare almeno dentro le sacche per vedere cos'altro era incluso nel mio "abbigliamento consigliato". Più che altro costumi di scena, se volete la mia opinione.

Ed è così che finisco per passare il mio venerdì sera in piedi davanti allo specchio del mio bagno, con un paio di pantaloni di pelle che non lasciano assolutamente nulla all'immaginazione.

Voglio dire, non è che sia timido riguardo a quello che ho lì sotto, solo non mi va di metterlo in mostra in questo modo.

Penso alle sorelle dei dolci che mi sorridono e mi salutano con la mano. Una di loro mi ha mostrato le tette solo perché le sono passato accanto in macchina. Dio solo sa come reagirebbero nel vedere il mio pacco premuto contro questi pantaloni di pelle come un salame in un cesto regalo di Natale.

No. Semplicemente no. Mi allontano dallo specchio e cerco di sfilarmi i pantaloni, ma si sono tipo fusi con le mie cosce.

Riesco a spingerli un po' più in giù e adesso sono azzoppato come un vitello a una gara di lazo.

Potrebbe finire molto male, con me che inciampo e vengo trovato mezzo nudo sul pavimento dai paramedici.

Riesco a raggiungere il letto, mi sdraio e sguscio fuori da quei maledetti pantaloni. Li lancio attraverso la stanza e atterrano in un mucchio.

Mi stendo sul letto e fisso il soffitto. Come cazzo sono finito in questa situazione? Chiudo gli occhi e ripercorro mentalmente l'ultimo anno o giù di lì, come un film strano. Inizia con Boone che mi prende al lazo. Sorrido ancora ogni volta che ci penso.

C'è voluto molto tempo per convincerla anche solo a lasciarsi toccare. Sapevo che lo voleva, lo vedevo nei suoi occhi. Ma era diffidente. Sempre diffidente.

Mi sono spesso chiesto cosa l'abbia resa così cauta. Ho sentito dei frammenti. Certo, perdere i genitori e il fratellino in un unico, scioccante incidente cambierebbe chiunque. Ho anche sentito qualche sussurro su come un'amica l'abbia usata anni fa per avvicinarsi ad Adam.

E non è che Boone fosse un angioletto tutto zucchero e miele prima che accadessero quelle cose.

Ma alla fine, con perseveranza e un po' di fascino, se posso dirlo, Boone ha ceduto. Non al cento per cento, ma almeno ha ceduto alla lussuria che divampava tra noi.

La stessa lussuria che è diventata amore. Per me. Forse è sempre stato amore, fin dall'istante in cui quella corda si è stretta intorno al mio corpo e lei mi ha trascinato fino a casa. La seguirei ovunque.

E dannazione! So che lei prova lo stesso. Lo so come so di non voler mai più indossare pantaloni di pelle.

Ma è un osso duro. Sono rimasto a Chickadee Ridge per settimane, anche dopo che mi ha detto di sparire.

Se devo essere onesto, ammetterò di aver sperato che tutto questo trambusto per l'asta degli scapoli scatenasse un po' di gelosia in lei. Che le facesse capire che non voleva che stessi con nessun'altra al di fuori di lei.

Non ho mai programmato o previsto di partecipare a un'asta di scapoli, ma quando le donne della città hanno iniziato a impazzire un po' per me, ho davvero pensato che avrebbe rivendicato il suo territorio.

Ma a meno di ventiquattro ore dall'evento, credo di dover riconoscere che non succederà.

Mi sono davvero cacciato in un bel pasticcio. Di solito sono io a salvare gli altri.

Non credo che ci sia modo di salvarmi, adesso.

Bussano alla porta d'ingresso e apro gli occhi di scatto. Disorientato. C'è ancora luce e sono sul letto, nudo, e a quanto pare mi sono addormentato.

Continuano a bussare, con una certa impazienza.

Boone! Chi altro busserebbe alla mia porta?

Il cuore mi martella nel petto e salto giù dal letto, con l'adrenalina a mille, e mi dirigo verso la porta. Poi mi rendo conto di essere nudo come un verme e, sebbene pensi che sia il mio look migliore, probabilmente non è il modo in cui dovrei aprire la porta.

Afferro un paio di jeans e li indosso mentre continuo ad andare verso la porta. Pensando a come si era fermata per poi andarsene qualche sera fa, non voglio assolutamente che lo faccia di nuovo.

Spalanco la porta, impaziente di sentirla tra le mie braccia. Parleremo e sistemeremo tutto. Sì, finalmente tutto sembra andare per il verso giusto nel mio mondo.

?L'ho svegliata??

Sbattacchio ancora le palpebre.

Non è Boone. è Derrick Holmes.

?Mi scusi. Immagino che non avrei dovuto presentarmi così all'improvviso.? Mi guarda un po' nervoso e mi passo una mano tra i capelli cercando di riprendere il controllo. Dannazione, che delusione.

?No, no? dico. ?Nessun problema. Entri.? Faccio un passo indietro e gli tengo la porta.

Mi lancia una specie di occhiataccia mentre passa. ?Posso tornare domattina...?

?No, ormai è qui. Dev'essere importante.?

?Lo è. Ho ricevuto un'offerta per lo chalet. L'acquirente vorrebbe chiudere subito l'affare e trasferirsi già la prossima settimana. Questo, se Lei è ancora disposto a lasciare la città così presto.?

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