20. Capitolo Venti
Capitolo Venti
Nicco
La scorsa notte, ho scopato la mia ragazza con forza. Ripetutamente. Era ciò di cui avevo bisogno. E anche ciò di cui aveva bisogno lei. Più che un sollievo dallo stress, era il mio modo di rivendicare il mio possesso.
Ma stamattina, entrambi abbiamo bisogno di qualcosa di diverso.
è mio compito occuparmene. La mia dolce Boone sta vivendo delle forti emozioni del giorno dopo.
Non mi sorprende. Spero solo che, in breve tempo, le sue paure svaniscano, anche se rimarrà sempre Boone, con le sue opinioni forti e la sua fiera indipendenza. Non la vorrei in nessun altro modo.
La scorsa notte era una questione di possesso. Stamattina, si tratta di ciò che sento nel cuore. Amore.
Attiro la mia Boone tra le braccia finché i nostri corpi non si toccano dalle labbra alle caviglie. Ci incastriamo alla perfezione. La mia mano le accarezza la schiena e sento parte della sua tensione e della sua esitazione sciogliersi.
Poi la faccio rotolare sulla schiena e mi metto sopra di lei, reggendomi sugli avambracci e sulle ginocchia, scrutandola negli occhi. I suoi bellissimi occhi mi guardano e lei si lecca le labbra.
?Dovremmo andare a fare colazione, suppongo? dice lei.
?Penso che abbiamo qualche minuto? dico.
?Ripeterò la regola di ieri sera. Meno chiacchiere e più fatti.
? Abbasso la bocca e reclamo le sue labbra in un bacio dolce e tenero.
La mia mano le accarezza il viso e quando il bacio finisce e mi allontano, lei geme e si protende verso di me, attirando di nuovo il mio volto vicino al suo.
Ci baciamo per un tempo interminabile. Un'esplorazione lenta, mentre le mie mani accarezzano le curve del suo corpo.
La mia mano scivola tra le sue cosce e il bacio si approfondisce. Le mie dita si addentrano nel suo centro e presto lei geme e si contorce, entrambi con il respiro affannato.
?Oh, Dio? grida, mentre le sue pareti interne si stringono attorno alle mie dita e i suoi fianchi si inarcano.
?Ancora? dice, allungando la mano verso il mio cazzo mentre si sistema, avvolgendo le cosce attorno ai miei fianchi.
?Certo, tutto quello che vuoi, piccola? ringhio, facendole scivolare lentamente il cazzo dentro. O più lentamente che posso, visto che mi sento morire dalla voglia di spingermi fino in fondo dentro di lei.
Geme e mi tira più vicino a sé, incrociando le caviglie sul mio sedere.
Poi affondo completamente. Il posto a cui appartengo. I suoi occhi si spalancano quando spingo a fondo. Continuiamo a fare l'amore, con gli occhi incatenati, e quando lei viene, invece di chiudere gli occhi o distogliere lo sguardo, mi permette di vederle fin dentro l'anima.
Trovo il mio orgasmo e poi le bacio la fronte, le guance e infine le labbra, prima di sdraiarmi accanto a lei e stringerla tra le mie braccia.
Rimaniamo così per qualche istante. I nostri respiri si mescolano e le nostre dita si intrecciano. Alla fine, lei sospira e si volta verso di me. ?Mi dispiace tanto? sussurra e preme la fronte contro il mio collo. ?Ti ho trattato malissimo.?
Oh. è un singhiozzo quello che sento?
Le prendo la nuca con la mano e le sollevo il viso per poterla guardare negli occhi pieni di lacrime.
Si morde il labbro e so che vorrebbe disperatamente nascondere il viso, nascondersi dai suoi sentimenti, nascondersi da me.
Ma non lo fa. Mi guarda con occhi pieni d'amore.
Senza nascondersi. Senza distogliere lo sguardo. Senza fare la dura e l'indifferente.
?Ti meriti di meglio di me? sussurra.
Mi metto a sedere contro la piccola testiera del suo letto e la tiro in grembo, in modo che si appoggi al mio braccio sinistro mentre le prendo il viso con la mano destra, tenendola ferma nel caso le venga in mente di distogliere lo sguardo mentre parliamo.
?Odio essere in disaccordo con te così presto dopo aver finalmente fatto pace, ma tesoro, sono io a non meritarti.?
Muove la bocca e so che sta per contraddirmi, così copro le sue labbra con le mie e la bacio finché non restiamo entrambi senza fiato.
?Potremmo essere d'accordo? dico, ?sul fatto che ci meritiamo a vicenda??
Esita, poi annuisce. ?Sì? dice. ?Credo che possiamo essere d'accordo su questo.?
Boone
Il profumo di bacon sale fino alla mia camera da letto. Lo stomaco di Nicco brontola.
Non c'è via di scampo. Dobbiamo alzarci e andare a fare colazione.
Con la mia famiglia. E Nicco.
Voglio dire, non è che non sappiano che lui è qui. Tutta la stramaledetta città sa che è qui.
?Avrei bisogno di una doccia? dice, alzandosi in piedi accanto al letto e tendendomi la mano. ?Vieni con me??
?Sarebbe meraviglioso.?
Venti minuti e un altro orgasmo dopo, Nicco e io entriamo nella sala da colazione. Naturalmente, tutti gli altri sono già lì. I miei tre fratelli e le loro mogli, più Willow e James e Midge.
Restiamo sulla soglia per un secondo e faccio un respiro profondo. Tutti mangiano e parlano, poi si zittiscono e sembra che si voltino tutti a guardarci. Il cuore mi rimbomba nel petto.
?Buongiorno? dico, e la mia cazzo di voce si spezza. ?Conoscete tutti Nicco.?
Adam si alza e si avvicina a noi. ?Felice di vederti, Nicco? dice, stringendogli la mano.
Mi preparo a tutti i commenti che sono sicura vogliano fare.
Era ora che Boone tornasse in sé.
Congratulazioni, sei riuscito a fare colazione con Boone, un'impresa mai riuscita a nessun uomo prima.
Ce ne avete messo di tempo, voi due.
Wow, non posso credere che tu sia rimasto dopo come ti ha trattato.
Ma non succede nulla di tutto ciò. C'è solo un allegro chiacchiericcio di tutti che danno il benvenuto a Nicco.
Willow fa un cenno con la mano e dice: ?Puoi sederti accanto a me, Nicco.?
Lui mi stringe la mano e va a sedersi accanto a mia nipote, mentre io prendo posto di fronte a lui.
Qualcuno mi spinge una tazza di caffè e Kit mi mette un po' di uova strapazzate nel piatto.
La luce del sole mattutino entra dalle finestre, proiettando un bagliore dorato e, mentre guardo la mia famiglia intorno al tavolo, giungo a una sorprendente consapevolezza.
Sono Boone Fottuta Starr, la ragazza più fortunata del mondo intero.
Grazie per aver letto Boone. Spero che la sua storia vi sia piaciuta tanto quanto a me è piaciuto scriverla.