3. Capitolo Tre

Capitolo Tre

Nicco

?Amico, hai una faccia di merda? mi disse Caleb Starr mentre mi infilavo in un separé di fronte a lui e Alex al Trailhead Diner di Chickadee Ridge.

?Grazie? dissi sia a lui che a Julie, la proprietaria del locale, che mi aveva benedettamente versato una tazza di caffè. Lei mi rivolse un sorriso e proseguì per riempire le tazze di altra gente bisognosa di caffeina quella mattina.

Alzai lo sguardo su Caleb e sua moglie, Alex, mia amica d’infanzia e a volte datrice di lavoro. Guardai prima l’uno e poi l’altra mentre si stringevano alle tazze di caffè che avevano in mano. ?Neanche voi due avete un bell’aspetto?.

?Ieri notte Willow ha cercato di catturare la fatina dei denti, ma invece ha intrappolato Boone? disse Caleb.

Annuii. Per altre persone, quella storia avrebbe forse richiesto qualche chiarimento, ma per me aveva perfettamente senso. Certo che Willow avrebbe tentato di catturare la fatina dei denti. A quanto pareva, la scorsa notte la sua trappola e l’ingresso furtivo di Boone in casa erano coincisi.

?Ha svegliato tutta la casa? aggiunse Alex. ?Anche se sono rimasta colpita dal congegno che Willow ha creato?.

?Già? disse Caleb. ?è una specie di genio del male di sette anni?.

?Sembra che Boone si sia vestita in fretta ieri notte? disse Alex, lanciandomi un’occhiata eloquente da sopra il tavolo.

Feci spallucce. C’erano così tante cose che volevo dire su Boone. Ero sveglio da ore, praticamente da quando era andata via la sera prima, arrovellandomi per capirla e cercando di decidere cosa fare.

Scossi la testa, fissando la mia tazza di caffè quasi vuota. Emsisi un sospiro.

Julie passò di nuovo al tavolo con la caraffa del caffè e i menù. Le facemmo cenno di no per i menù e le dammo le nostre ordinazioni a memoria.

?Volevo che restasse…? Mi ritrovai immediatamente in quel momento in cui Boone sembrava un animale spaventato, che indietreggiava per poi correre via da me.

?Vorrei che l’avesse fatto? disse Alex, ?così avremmo dormito tutti per l’intera nottata?.

Caleb fece spallucce. ?Forse. Sembra che qualcuno sarebbe comunque finito in quella trappola per la fatina dei denti?.

Risi. ?Scommetto che Boone era incazzata nera?.

?Direi più scioccata, e poi imbarazzata perché ci siamo accorti tutti che aveva il reggiseno e le mutandine nelle tasche dei jeans?. Alex rise. ?Adoro proprio far parte di questa famiglia? disse. ?Non sai mai cosa sta per succedere?.

Caleb le mise un braccio intorno alle spalle e la strinse. I due si scambiarono un’occhiata così intima e amorevole da farmi ingelosire.

Non fraintendetemi, ero felicissimo per Alex e Caleb.

Alex era una pop star di fama mondiale e la pressione la stava schiacciando quando le prestai la mia baita e la portai via di nascosto dalle luci della ribalta.

Pensavo che avesse solo bisogno di una pausa e di un po’ di riposo. A quanto pare, si era innamorata.

Non ero così smielato da pensare che l’amore fosse la risposta a tutto, ma stare vicino a Caleb e Alex mi faceva certamente chiedere se forse lo fosse.

Caleb si chinò e sussurrò qualcosa all’orecchio di Alex e lei arrossì e ridacchiò.

Non riuscivo a immaginare Boone reagire mai in quel modo a qualcosa che avessi detto o fatto.

Julie tornò con il nostro cibo. Rimestai le uova nel piatto. ?Proprio non la capisco? dissi finalmente, infilzando una salsiccia. Ironico.

Caleb posò la forchetta e mi guardò per un lungo momento.

?Boone ne ha passate tante. Voglio dire, è sempre stata chiusa e spigolosa.

Ripensandoci, suppongo che i suoi fratelli maggiori avrebbero potuto trattarla più come una ragazza che come un altro fratello.

A casa nostra non c’era molto tempo per le cose sdolcinate.

So che mia madre ci ha provato, ma Boone è sempre stata una persona a sé.

Non sono così sicuro che sarebbe diventata molto diversa, a prescindere da come l’avessimo trattata?.

Diede un morso al toast e lo mandò giù con un sorso di caffè.

?Credo che le interessi, Nicco? disse Alex. ?Altrimenti, non sarebbe così riservata al riguardo. Non vuole che nessuno sappia cosa prova per te perché non è sicura di cosa prova. O lo sa, ma non vuole ammetterlo?.

Feci spallucce. ?Strano modo di dimostrarlo?.

?Se fosse come tutte le altre ragazze? disse Alex, ?non ti interesserebbe. è una sfida, questo è certo. Ma credo che tu sia all’altezza?.

Caleb rimase pensieroso per un momento. ?So che è la mia sorellina, quindi non sono il più sintonizzato sui suoi sentimenti e tutto il resto, ma posso dirti questo: con Boone non ci sono vie di mezzo. Se conquisterai il suo amore, sarà la cosa più potente che tu abbia mai incontrato?.

Mangiammo tutti in silenzio per un minuto o due. Avrei dovuto cambiare argomento, ma in quel momento, Boone e cosa avrei dovuto fare con lei era tutto ciò a cui riuscivo a pensare.

?Credo che tu abbia ragione sulla potenza del suo amore, se mai si lascerà andare a esprimerlo. Ed è quello che voglio. è solo che mi sento bloccato? dissi, posando la forchetta. ?Non so cos’altro fare e non credo che aspettare che lei chiarisca le idee sia la soluzione migliore?.

Caleb si pulì la bocca e mise il tovagliolo sopra il piatto vuoto. ?Da cacciatore, normalmente suggerirei di preparare l’esca e aspettare che la preda venga da te. Ma penso che tu abbia ragione. Boone continuerà a scappare?.

Gettai il tovagliolo sul tavolo e allungai la mano verso il conto, orgoglioso di averlo preso prima di Caleb, anche se lui mi fulminò con lo sguardo. Provai un po’ d’orgoglio per averlo battuto. Per questa volta.

?Solo che non so cos’altro fare, e non fare nulla non è la risposta?.

Alex si schiarì la gola. ?Credo che Boone abbia paura che le persone la lascino? disse, con cautela.

?Non sono una psicologa, ma tutta la famiglia è stata segnata dalla perdita dei vostri genitori e del fratellino.

Ed è normale. è il genere di cosa che ti porti dietro per tutta la vita.

E da quello che mi hai detto? lanciò un’occhiata a Caleb, ?Boone non è mai stata tutta dolcezza e femminilità e ha rinforzato tutti i muri intorno a sé?.

Mi guardò. ?Non so proprio come tu possa fare breccia?.

?Credo che abbia paura? disse Caleb. ?Paura della potenza dei suoi sentimenti, e ti respingerà prima che tu abbia la possibilità di lasciarla?.

?Ha senso? dissi. ?Ho aggiunto un’intera suite padronale alla baita e ho a malapena lasciato Chickadee Ridge negli ultimi mesi. Se questo non è un segno che ho intenzione di restare, non so cosa lo sia?.

?Vorrei avere un’idea migliore per te? disse Alex.

Lasciai un po’ di contanti sul tavolo e ci alzammo tutti e tre per andarcene.

Nel parcheggio, Alex mi diede un abbraccio. ?Tieni duro? disse. ?Questi Starr possono essere una vera seccatura, ma ne vale la pena?.

Come a voler dimostrare la sua affermazione, Caleb le diede una pacca sul sedere, poi fece un cenno con la mano mentre si dirigevano verso il suo pick-up.

Li guardai andare via e, sebbene fossi incredibilmente felice per la mia amica Alex, vederli insieme era solo un promemoria di ciò che non avevo con Boone, per quanto lo desiderassi disperatamente.

Salii sul mio pick-up e uscii dal parcheggio.

Al semaforo mi fermai. Onestamente non avevo un posto dove andare.

Ero il capo della sicurezza di Alex. Ma la mega pop star Xandra non era stata molto in tour.

Suppongo che potrei andare alla ferramenta e prendere del materiale per lavorare alla baita, ma quanto altro sforzo volevo metterci, se non sapevo nemmeno se sarei rimasto?

Maledizione. Perché doveva essere così difficile? Lei mi piace. Potrei amarla. La amo.

Già. La amo. Ecco perché è così dannatamente difficile.

E io le piaccio. Non è vero?

Ma sarà mai qualcosa di più?

Sto solo perdendo tempo?

Ho ancora il mio appartamento in città, anche se le mie visite lì sono sempre più rare. L’ultima volta che ci sono stato, invece di amare l’energia della città, mi sono sentito soffocare con tutta quella gente intorno e non vedevo l’ora di tornare a Chickadee Ridge.

Pazzesco, eh?

E non è solo Boone. è soprattutto Boone, ma mi piace entrare nel diner e vedere persone che conosco e a cui tengo.

Ridacchiai tra me e me pensando a Willow e alla sua trappola per la fatina dei denti. Se c’è una bambina che riuscirà a catturare davvero la fatina dei denti, scommetto tutto su Willow.

Il semaforo diventò verde, e continuai a guidare attraverso la città, superando il liceo e la biblioteca. Salutando la gente mentre passavo.

Mi piacerebbe restare qui, ma non senza Boone al mio fianco e nel mio letto.

Tutto il giorno.

E tutta la notte.

Boone

?Oh Sugar, mi è mancato il nostro tempo insieme? dissi, passandole la mano sulla setosa criniera bionda e poi dandole una pacca sul collo.

Sugar girò leggermente la testa e mi guardò con uno dei suoi grandi occhi marroni.

Sembrava che riuscisse a vedere fino alla mia anima.

In qualche modo, con lei, non mi dispiaceva.

Non era come se potesse dirlo a qualcuno.

Forse lei e Zelda, la vecchia giumenta che usammo per i bambini, si facevano una bella spettegolata sugli avvenimenti del ranch davanti a un secchio d’avena ogni mattina.

Questo mi fece ridacchiare. Soddisfatta che mi sentissi meglio, Sugar tornò a guardare avanti e continuammo al piccolo galoppo, controllando la recinzione in cerca di eventuali rotture.

Da quanto tempo era che non facevo una cavalcata in solitaria? Questo era il modo migliore per iniziare la giornata e una volta lo facevo sempre. Ricordo di essere uscita con mio padre a cavalcare lungo la recinzione.

Oh Dio. Mi morsi l’interno della bocca e ricacciai indietro le lacrime che minacciavano di uscire.

Quelli erano i giorni più belli di sempre, anche se di solito ero scontrosa per essermi dovuta alzare presto il sabato mattina per unirmi a mio padre.

Ripensandoci, però, so che darei qualsiasi cosa al mondo per un’altra di quelle cavalcate mattutine.

Lui bussava alla mia porta e sussurrava: ?Andiamo, Boonie Bug?.

Una volta superati i tre anni, davo un calcio sugli stinchi a chiunque mi chiamasse Boonie Bug. Ma non a mio padre.

Scendevamo in punta di piedi in cucina e prendevamo il caffè insieme. Riempiva la mia tazza principalmente con latte e zucchero più una spruzzata di caffè, ma era in una tazza e mi faceva sentire grande. Poi andavamo alle stalle, sellavamo i cavalli e uscivamo.

Ora che ci penso, non credo che abbiamo mai trovato punti della recinzione che necessitassero di essere riparati.

E poi capii. Avevamo braccianti che lo facevano ora e lo facevano da che io ricordi. Di solito cavalcando un quad carico di tutti gli attrezzi necessari.

Come avevo fatto a non capirlo prima?

Mi sentii un po’ sciocca, ora, rendendomi conto che era stato tutto uno stratagemma, ma mi fece anche sentire speciale perché mio padre voleva passare quel tempo con me e aveva escogitato un piano per farlo.

Passava sempre tempo con i miei fratelli a lavorare al ranch o a parlare di sport.

Io mi accodavo quando potevo, ma il fatto che mio padre avesse organizzato questo momento speciale solo per noi due… Dio, non aveva prezzo.

Trassi un respiro tremante, sopraffatta dalla tristezza e dal rimpianto. ?Oh papà? sussurrai. ?Vorrei che fossi qui?.

Mi sfregai i palmi delle mani sugli occhi, combattendo l’impulso di lasciarmi andare ai singhiozzi che si stavano accumulando dentro di me. Avrei proprio bisogno di qualche buon consiglio.

Apprezzavo tutto quello che Midge aveva detto la sera prima e non aveva torto. Ma… guardai verso il cielo. ?Mamma, papà… se siete lassù, potreste darmi un segno su cosa dovrei fare??

Fissai il cielo limpido del mattino. Non ero sicura di cosa mi aspettassi. Forse un aereo sarebbe passato con uno di quegli striscioni sul retro con un messaggio che avrei capito.

?Sì, sto andando fuori di testa, non è vero, piccola?? dissi a Sugar perché si era girata a guardarmi di nuovo, probabilmente chiedendosi con chi stessi parlando. Suppongo che lo avrebbe raccontato a Zelda una volta tornata alla stalla.

Santo cielo. Ora stavo immaginando una vita per i cavalli in cui parlavano tra loro.

Che diavolo mi era successo?

Poi Sugar si fermò. Mi sporsi per guardarla. ?Andiamo, piccola, che aspetti??

Ma non si mosse.

Forse c’era un serpente o qualcosa che non avevo visto perché ero impegnata a immaginare pettegolezzi tra due cavalli. Scesi dalla sella e feci qualche passo verso la recinzione.

Perché questa situazione mi sembrava così familiare?

E poi capii.

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