18. Capitolo Diciotto #2

Alcune di loro lanciano reggiseni e mutandine sul palco.

è Trisha quella in prima fila? Certo che lo è.

Willard inizia l'offerta da mille dollari. Molte donne si buttano subito a mille e da lì l'offerta sale.

I miei occhi saettano per la stanza. Sta succedendo davvero? Io e Kit ci guardiamo e lei mi fa un gesto con uno sguardo che dice: “Allora, cosa hai intenzione di fare?”.

Non è che non abbia i soldi per fare un'offerta più alta di ogni donna presente.

Solo non ho il fegato.

Voglio dire, se mi faccio coinvolgere, significherebbe che mi importa di Nicco e non è così. Neanche un po'. Gli ho detto di lasciarmi in pace e lo pensavo davvero.

Certo, continua a ripetertelo, Boone. Magari un giorno ci crederai. Quando Nicco se ne sarà andato da un pezzo. O peggio, felicemente sposato con qualcuna del paese e dovrai vederli sempre felici e innamorati. Magari avranno un paio di figli e...

?Cinquemila!?

Le parole mi escono di bocca e ne sono quasi sorpresa.

L'intera sala diventa silenziosa e tutti si girano a fissarmi. Sento il sangue defluire dal viso ai piedi e apro la bocca, desiderando di poter ritirare le parole. Non so cosa sia successo. è come se fossi posseduta da una forza che non capisco.

Forse è questo l'amore.

Oh, sta' zitta.

?Urca!? dice Willard, ?Boone Starr è entrata nell'asta. Immagino che non sia disposta a lasciarsi scappare questo bocconcino così facilmente, vero??

Si sentono alcune risatine nella stanza e sento il viso bruciare per l'imbarazzo. Trisha si gira e mi lancia un'occhiataccia.

Vorrei urlare a tutti di lasciarmi in pace e che è stato tutto un errore, ma non posso.

I miei occhi si incatenano a quelli di Nicco e la sua espressione cambia. Non più intento a fare il buffone per attirare la folla, il suo viso si addolcisce e mi rivolge uno dei suoi sorrisi più dolci. Solo per me. Lo so.

?Beh, c'è un'offerta di cinquemila dollari?, dice Willard. ?Sento cinquemilacento??

Nessuno mi supererà, vero?

C'è un po' di movimento tra il pubblico. Sento dei rumori ma sono impegnata a guardare Nicco. Il mio cuore improvvisamente, per la prima volta da un'eternità, si sente più leggero. Non me ne frega un cazzo di quello che pensano gli altri. Io voglio Nicco.

Se solo le mie gambe si muovessero per poter andare da lui.

?Offriamo cinquemilacento dollari!? grida qualcuno, e io esco dal mio torpore per vedere che tutte le donne che avevano fatto offerte l'una contro l'altra si sono ora riunite, con Trisha che funge da loro portavoce.

Il presentatore sembra un po' agitato e lancia un'occhiata agli organizzatori. ?Non suppongo ci sia qualcosa di male in un'offerta di gruppo?, dice timidamente.

Tutti nella stanza si girano di nuovo verso di me, come se fosse una partita di tennis e qualcuno mi avesse appena tirato una schiacciata oltre la rete. La lascerò passare mentre me ne sto lì impalata?

C'è movimento e un corpicino si precipita verso di me.

?Zia Boone, ho ventisette dollari e puoi prenderli tutti?. Willow mi porge un mazzo di banconote. ?Voglio che tu e Nicco stiate insieme. Comunque è troppo vecchio per me?.

?Cinquemilacento dollari, aggiudicato per la prima...?

?Sbrigati, zia Boone!? Willow mi dà un colpetto col dito.

Il panico mi invase. Mi guardai di nuovo intorno nella sala e poi tornai a fissare Nicco. Mi ero resa ridicola? Forse non mi voleva più. Oh, Dio. Avevo fatto una figuraccia colossale di fronte alla mia famiglia e a tutta la città.

?Alla seconda...? Nella sala calò il silenzio, rotto solo da qualche sussurro eccitato proveniente dal gruppo con l'offerta più alta.

?E...?

?Cinquemiladuecento? dissi, e il peso del mondo mi scivolò di dosso. Ecco, l'avevo ammesso. Lo volevo. A qualunque costo.

?Aggiudicato!? La voce di Nicco tuonò per la sala, lasciando il banditore senza nient'altro da fare che sorridere e battere il martelletto.

Nicco saltò giù dal palco come Patrick Swayze e mi chiesi se avrei dovuto corrergli incontro per la famosa presa, ma, ancora una volta, il mio corpo non voleva muoversi. Per niente collaborativo.

Corse verso di me tra i tavoli, poi si fermò di colpo e mi prese il viso tra le mani. ?è davvero questo che vuoi?? sussurrò, fissandomi negli occhi.

Avevo la bocca così secca, ma riuscii a sussurrare: ?Sì?.

Ma per lui non era abbastanza. Non lo era mai.

?Non si torna indietro? disse. ?Lo capisci, vero? Siamo al dunque, Boone, dentro o fuori, ma qualunque sia la tua risposta, è per la vita.?

?La vita?? squittii.

?Sì? scandì a denti stretti e le sue dita si strinsero un po' di più sul mio viso. I suoi occhi erano scuri e intensi, e mi sentii sprofondare nel suo sguardo.

Feci un respiro profondo, aspettandomi di sentire il terrore scorrermi nelle vene, ma tutto ciò che provai fu felicità. ?Sì, per la vita? dissi.

Una gioia sfrenata si diffuse sul suo volto e poi le sue labbra si posarono sulle mie in un bacio morbido, ma carico di significato.

Le sue mani si spostarono dai lati del mio viso per avvolgermi la nuca.

Il mio corpo, che fino a quel momento non aveva collaborato per niente, si sciolse contro di lui ed emisi un sospiro di appagamento.

Urla di giubilo echeggiarono in tutta la sala. Quando il bacio finì, Nicco mi prese in braccio. ?L'asta è finita? ringhiò alla gente intorno a noi. Poi mi portò fuori dall'edificio.

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